13.07.1998

"Viticoltura di Montagna" - n. 9

Rivista n. 9
SOMMARIO

  • La sopravvivenza della viticoltura eroica
    M.Fregoni - Editoriale
  • Convegno "Sviluppo e tutela delle viticolture di montagna e/o in forte pendenza. Problematiche della meccanizzazione: evoluzione o rivoluzione?"
  • Evoluzione o rivoluzione. Quale futuro pe la meccanizzazione della viticoltura di montagna?
    G.Spezia - Università Cattolica S.Cuore di Piazenza - Italia
    Le forme tradizionali di sistemazione dei terreni e d'allevamento della vite sono normalmente poco adatte alla meccanizzazione anche delle più semplici pratiche culturali. Gli sforzi per introdurre un cero livello di meccanizzazione possono essere indirizzati su due strade opposte tra loro. Nel caso della "evoluzione" le forme tradizionali vengono parzialmente modificate in modo da poter accedere al vigneto con piccole attrezzature (generalmente condotta a mano dall'operatore) in grado di fornire almeno un livello minimo di agevolazione ad alcune pratiche. Nel caso della "rivoluzione" i vignetio tradizionali vengono sostiuiti con altri che prevedano la possibilità d'accesso con trattori in grado di svolgere le principali operazioni colturali come avviene nella viticoltura di collina.
  • Meccanizzazione dei vigneti in forte declività: esperienze in toscana
    C.Chiostri - ARSIA Firenze, M.Vieri - Università di Firenze - Italia
    Lo svolgimento di operazioni agricole in territori difficili,quali le pendici terrazzate, richiede inoltre un elevato impegnoper la monodopera sia in termine di ore, che di fatica. D'altronde tale attività da sola non può garantire un reddito adeguato e viene svolta quasi interamente in regime di part-time. Per cercare di dare risposta a questi problemi il DIAF in collaborazione con la Regione Toscana sta realizzando un progetto di meccanizzazione di un vigneto sperimentale della zona del vino Candia (Alpi Apuane-Versilia). La sistemazione a pendici terrazzate impone l'adozione di mezzi leggeri e agili con i quali effettuare le diverse operazioni ad accezione della potatura invernale e della raccolta. Attualmente non esiste un mercato di macchine adeguate e la sperimentazione è orientata sull0individuazione di un modulo di meccanizzazione appropriato e prevede la realizzazione  di macchine sperimentali derivate dall'assemblaggio e dalla modifica di piccole unità motrici e di utensili particolari.
  • Ciglionamento e risultati della meccanizzazione in Valtellina
    D.Triacca - Casa Vinicola Triacca, Villa di Tirano, Sondrio - Italia
    Nel momento in cui l'intero settore vitivinicolo valtellinese ristagnava in una situazione contraddistinta da gravi difficoltà e da forti condizionamenti legati soprattutto alla realtà ambientale e all'assetto del territorio, la famiglia Triacca, avendo a disposizione più di 45 ha di vigneto, in forte pendenza ha voluto elaborare un programma di investimenti finalizzati alla salvaguardia del patrimonio di cultura, di esperienza e di tradizione, che rispettasse e rivalorizzasse il territorio stesso e nel contempo garantisse la continuità dell'azienda, oramai centenaria, puntando sui seguenti obiettivi: 1) migliorare il livello qualitativo della produzione selezionando il Nebbiolo; 2) ridurre i costi di produzione con nuove sistemazioni del terreno, introducendo una parziale meccanizzazione; 3) sviluppare un sistema di allevamento che consentisse di esporre al sole la massima superficie fogliare possibile e aumentare la densità d'impianto. Il risultato è stato la produzione di vini nettamente migliori, più ricchi di corpèo, di estratti di tannini morbidi e più in linea con i mercati internazionali. 
  • La viticoltura in forte pendenza: l'esempio svizzero
    M.Ferretti - Stazione Federale di Ricercche Agronomiche di Cadenazzo - Svizzera
    L'evoluzione in corso nei vigneti svizzeri in forte pendenza comporta inevitabilmente un importante riordino fondiario. Per il Ticino le modifiche riguardano sostanzialmente la sistemazione dei terrazzi per facilitarne l'accesso ai mezzi meccanici. Al contrario nella regione romanda del Laveaux, l'intervento fondiario ha rivoluzionato le tecniche colturali e la scelta della forma di allevamento.
  • Meccanizzazione della viticoltura nella Valle del Douro - Oporto
    F.Bianchi de Aguiar - Istituto do Vinho do Porto - Portogallo
    Con l'intento di garantire continuità alla coltivazione dei vigneti tradizionali nella Regione Delimitata del Douro(regione di produzione del Porto) ed in seguito ad una fase altamente innovativa - avviata alla fine deglia anni 70 con l'introduzione di nuove forme di sistemazione dei pendii per l'impianto delle vigne, sono in corso interventi sperimentali per convalidare nuove soluzioni di meccanizzazione destinate alle forme tradizionali di allevamento della vigna. I primi risultati di un progetto iniziato nel 1993, relativi ai test effettuati su una macchina a motore adatta ad operare nei vigneti tradizionali, lasciano intravvedere prospettive ottimistiche. Ricorrendo all'analisi del valore è stata sviluppata una cingoletta porta-attrezzi a trasmissione idrostatica. Una volta realizzate le condizioni d'accesso all'interno delle parcelle, è stato possibile costatare che l'aumento della produttività del lavoro e la minore fatica impiegata favoriscono l'impiego di tali macchine, piccole automotrici, come soluzione alternativa al processo di ristrutturazione in corso. Sono stati presentati, in forma sintetica, la metodologia impiegata, gli interventi di preparazione e l'analisi dei risultati.
  • Convegno: "La potatura verde dei vigneti di montagna e/o in forte pendenza. Interventi fisiologici, chimici e meccanici".
  • Le operazioni in verde: fattori di regolarizzazione della forma, del microclima e della produzione
    A. Carbonneau, ISVV, UFR di Viticoltura, Montpellier - Francia
    La definizione di un sistema colturale risponde a imperativi strategici con l'intento di poter tenere sotto controllo il vigore, il microclima, la resa, la qualità organolettica, igenica e sanitaria. In funzione delle irregolarità dell'ambiente alle quali sono più o meno sensibili i vitigni, è necessario adottare decisioni di tipo tattico per correggere questo o quel fenomeno. Le operazioni in verde comprendono i seguenti interventi: cimatura, cimatura laterale,cimatura drastica, mozzatura, scacchiatura, spollonatura, rebiochage, sfogliatura diradamento dei grappoli, spazzolatura delle infiorescenza, spuntature, semi potatura prima della vendemmia o appassimento, diradamento sul ceppo. Vengono quindi sviluppati tutti i punti.
  • Operazioni in verde: esperienze in  Svizzera ed in particolare nel Canton Ticino
    M.Ferretti, F. Murisier, Stazione Federale di Ricerche di Cadonazzo e Changins - Svizzera
    Oltre a descrivere le varie operazioni in verde, si precisa l'importanza della potatura verde per garantire una produzione di uva di qualità. In Svizzera, secondo le regioni e il sistema di allevamento si richiedono dalle 200 alle 600 ore di lavoro per ha. Nei vigneti agibili con le macchine si cerca di meccanizzare al massimo i lavori in verde e di semplificare alcune lavorazioni.
  • Problematiche legate alla gestione a verde delle forme di allevamento a vegetazione orrizontale o inclinata.
    F.Iacono, M.Bertamini, Istituto Agrario di S.Michele all'Adige, Trento - Italia
    Esistono e permangono aree, particolarmente in Italia, dove le forma di allevamento tipo pergola o tendone, rappresentano significative percentuali della produzione viticola: il Trentino ne è un esempio calzante con i suoi circa 8000 ha di vigneti coltivati per il 95% con pergola semplice o doppia. E' naturale, quindi, che in queste aree gli studi relativi agli effetti della diversa e possibile gestione a verde siano stati largamente studiati ed i dati diffusi ampiamente con risultati molto incoraggianti. Informazioni incerte, derivanti su passate sperimentazioni eseguite in loco sulla risposta qualitativa delle viti sottoposte a diversi carichi produttivi, sono state esplicitamente chiarite recentemente sulla base di evidenze eco-fisiologiche applicative. Queste hanno consentito la definizione di alcuni principi basilari per l'ottenimento di sviluppi vegetativi in linea con le esigenze qualitative del vigneto. Oggi gli interventi di scacchiatura, cimatura, sfogliatura ed eventuale diradamento parziale dei grappoli sono considerati come metodi per equilibrare lo sviluppo vegetativo e produttivo e per ottimizzare le condizioni microclimatiche intorno ai grappoli. Tali condizioni possono essere stimate attraverso semplici metodiche manuali o automatiche congiuntamente con misure più dettagliate circa l'attività fisiologica delle foglie.
  • Operazioni meccaniche in verde: macchine cimatrici e macchine defogliatrici
    G. Spezia - Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza - Italia
    Tra le cimatrici troviamo macchine a barra falciante con caratteristiche di economia, robustezza, semplicità meccanica, buoni aspetti di antinfortunistica; macchine rotative a caltelli fissi e controcoltelli rotanti con ottima velocità di avanzamento, buona qualità di taglio, una certa complessità meccanica e costi conseguentemente elevati; macchine a coltelli liberi che ruotano attorno al proprio asse oppure supportati da aste o dischi in rotazione che hanno peso contenuto, buoba velocità di avanzamento, qualità di taglio inferiori ai precedenti sistemi. Tra le defogliatrici abbiamo macchine a soffio, ad aspirazione, tipo "Avidor", pirodefogliatrici.
  • Il vigneto "a lira" sul territorio savoiardo
    R. Dupraz, Federazione Vini di Bugey, Dauphiné Savoia - Francia
    Si potrebbe persino parlare di vigna a lira nei vigneti ai piedi del Monte Bianco: alcune pergole di Morgex-La Salle, infatti, e nel Vallese (tenuta federale di Martigny) sono coltivate secondo questo sistema. Ci sembra tuttavia che soltanto in Savoia questa modalità di coltivazione, anche se ancora sperimentale, abbia superato questo stadio per essere applicata in due aziende. L'idea delle vigne " a lira" è frutto della riflessione del Prof. Carbonneau dell'Università di Montpellier che, tra l'altro, ha presieduto il convegno del CERVIM nel 1997. Questo sistema privilegia una bassa densità di ceppi per ha, circa 3000, favorendo lo sviluppo fogliare, per migliorare lo stato dei vigneti, la maturazione dei grappoli e le quantità di zuccheri. In questo articolo viene esposto il bilancio di 10 anni di allevamento dei vigneti  "a lira".
  • Progetto transfrontaliero per il problema degli abbandoni nelle viticolture di montagna.
  • Il gusto del vino cambia con la quota?