07.05.1997

"Viticoltura di Montagna" - n.8

Rivista n. 8
SOMMARIO

  • Strategie per la salvaguardia della viticoltura di montagna
    M.Fregoni - Editoriale
  • Simposio "Valutazione dei paesaggi viticoli storici di montagna e in forte pendenza- classificazione come patrimonio mondiale" - Gli obiettivi del simposio
    F.Bianchi de Aguiar - Istituto do Vinho do Porto
    I paesi membri dell'UNESCO (organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) hanno adottato nel 1972, una convenzione relativa alla salvaguardia del patrimonio mondiale, culturale e naturale. Con l'adozione di tale convenzione i paesi membri dell'UNESCO non hanno inteso sostituirsi ai programmi nazionali di conservazione dei patrimoni architettonici, naturali e culturali, ma attribuirvi un valore universale eccezionale. I beni culturali da inserire nella lista del patrimonio mondiale possono essere rappresentati da monumenti, insieme di costruzioni e siti, e devono costituire, nel loro ambito, un capolavoro inimitabile, oltre a rispondere a criteri di autenticità. I paesagi viticoli di montagna e in forte pendenza, inseriti in ambito del CERVIM, per i motivi sopra esposti, possono aspirare ad essere inseriti nella lista del patrimonio mondiale, però soltanto un azione specifica concertata di governi ed organismi internazionali può risolvere i gravi problemi che minacciano la scomparsa di questi paesaggi.
  • Criteri per la definizione dei paesaggi viticoli
    T. Andersen - Università di Aveiro - Portogallo
    In questo contesto è fondamentale riflettere su cosa sia il paesaggio, in quanto non tutti gli esperti lo considerano allo stesso modo, confondendolo con l'ambiente. Il paesaggio dovrebbe essere inteso come la manifestazione della relazione tra l'uomo e la natura, depositario fedeleper le generazioni future. Importante è saper leggere il paesaggio in tutte le sue tappe dell'evoluzione della relazione uomo-natura. I paesaggi sono distinti tra "vernacolare", cioè autosufficiente, ed "industriale", in cui l'obiettivo è la produzione. Quando si intende tutelare un paesaggio, obiettivo di questo Convegno, è necessario verificare che la sua scomparsa rappresenta una perdita irriproducibile per l'umanità, come nel caso dei vigneti di montagna e in forte pendenza.
  • Caratteristiche socio-economiche della viticoltura di montagna e/o in forte pendenza
    G. De Ros - Istituto Agrario S. Michele all'Adige, A.Baiocchi - Fondazione Fojanini, Sondrio - Italia
    Gli autori prendono in considerazione i risultati di un indagine condotta in quattro realtà vitivinicole situate in aree montane. Nonostante l'elevata qualità della produzione i costi, soprattutto quelli fissi, risultano eccessivamente onerosi rendendo la coltivazione al limite della economicità. Assume quindi una importante valenza il ruolo congiunto di produzione vitivinicola, bene privato remunerato dal mercato, e gestione del territorio, bene pubblico. Per quest'ultimo aspetto viene teorizzato un concorso specifico da parte della CEE.
  • La tutela dei paesaggi culturali: nuove prospettive
    M. Rossler - World Heritage Centre UNESCO
    Nel dicembre 1962 la Conferenza Generale dell'UNESCO, adottando la "Raccomandazione relativa alla Tutela della Bellezza e delle Caratteristiche del Paesaggio", ha compiuto un passo fondamentale per la salvaguardia internazionale del paesaggio culturale, però solo nel 1972 con l'adozione della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio mondiale, culturale e naturale si affermò esplicitamente che i patrimoni culturale e naturale sono minacciati in egual misura, da calamità naturali e da lenta e costante decadenza. Con tale Convenzione si potédisporre, finalmente, di uno strumento giuridico in grado di riconoscere e tutelare i siti culturali e naturali, anche se prima di passare dalla teoria alla pratica si dovette aspettare circa vent'anni. Il problema che si pose tra gli anni 80 e l'inizio del 90 era quello relativo alle aree agricole; finalmente nel 1992 furono definite tre categorie da applicare ai paesaggi culturali: paesaggi artistici progettati dall'uomo, paesaggi che devono la loro unicità all'interazione uomo-natura, classificabili come viventi e fossili, ed infine i paesaggi culturali associativi, il cui valore deriva dall'unione di elementi religiosi, spirituali, artistici e storici. Grazie all'adozione della Convenzione per il Patrimonio Mondiale l'opinione pubblica ha potuto conoscere ed apprezzare i tesori naturali e culturali del nostro pianeta, la cui perdita rappresenterebbe un danno non solo a livello delle singole nazioni, ma mondiale.
  • Convegno "Prospettive della viticoltura di montagna e/o in forte pendenza nell'ambito della OCM vitivinicola
  • Ricerca e qualità per i vini della Valle d'Aosta
    C.Delfini, C. Cocito - Istituto Sperimentale per l'Enologia di Asti - Italia
    Prendendo in esame alcuni indici di qualità, i vini della Valle d'Aosta si possono classificare di medio-alta qualità. Tuttavia, occorre considerare la particolarità di alcuni fattori favorevoli di mercato che inducono a sopravvalutare il loro effettivo merito qualitativo che, forse non saprebbe da solo tenere testa ai fattori contingenti di riduzione e di competitività del mercato italiano e mondiale. In ogni caso, appare certo che il futuro si presenta roseo soltanto per il vino di grande qualità, sempre ricco di contenuto organolettico, culturale e scientifico, un vino che sappia facilmenteesprimere la sua origine naturale e l'autenticità. Ma, un vino siffatto si ottiene soltanto con una costante e razionale ricerca volta a produrre conoscenze innovative e utili alla tecnologia. Tali sono stati gli obiettivi per seguiti con la convenzione di ricerca tra la Sezione di Microbiologia dell'Istituto Sperimentale per l'Enologia di Asti e l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Valle d'Aosta per il miglioramento dei vini Blanc de Morgex e Moscato di Chambave.
  • Elelnco dei vini premiati al "5° Concorso Internazionale Vini di Montagna"