06.05.1996

"Viticoltura di Montagna" - n.7

Rivista - n.7
SOMMARIO

  • "Libertà d'impianti vò cercando per la viticoltura di montagna"
    M.Fregoni - Editoriale
  • La "Regione Delimitata" del Douro
    J.Dias - Istituto do Vinho do Porto
    La zona viticola, che si estende su una superficie di 40.000 ha interessa il bacino del fiume Douro e dei suoi affluenti. I vigneti terrazzati sono stati realizzati in zone a elevata pendenza del terreno; la conformazione delle terrazze ha subito delle trasformazioni nel corso degli anni per migliorare la possibilità di meccanizzare le operazioni colturali. Importanza primordiale è data alla qualità del prodotto, garantita dall'Istituto del Vino del Porto attraverso accurati e continui controlli, dalla scelta del terreno più adatto alla produzione e commercializzazione. La maggior parte della produzione del Porto è esportata e nel 1994 più del 90% della produzione è stato consumato all'interno della Comunità Europea.
  • La "Ribeira Sacra" (Galizia - Spagna)
    A. Masa - Mission Biologica de Galicia (CSIC)
    Con una superficie viticola di 2.200 ha, una densità d'impianto variabile dalle 4000 alle 12000 viti/ha e una produzione media per ettaro di 65 q.li di uva, la Ribeira Sacra ha un ruolo importante nella produzione di vini rossi. I vigneti localizzati altimetricamente tra i 200 e i 600 m s.l.m. disposti a terrazze in forte pendenza, sono lavorati manualmente. I vini DOC, eccellenti come Godello, Mencia, Albarello, ma anche alcuni da tavola sono raramente commercializzati al di fuori della Galizia. Lo sviluppo del cooperativismo, l'introduzione della meccanizzazione, un'adeguata promozione permetteranno di richiamare i giovani e di guardare con ottimismo al futuro.
  • La Regione viticola Mosel-Saar-Ruwer
    Karl-Heinz Faas - Istituto di Viticoltura di Trier (Germania) 
    La Regione viticola Mosel-Saar-Ruwer, i cui vigneti principali sono il Riesling, il Muller Thurgau e l'Ebling, interessa oggi 12.700 ha  e si pone al quarto posto nella graduatoria delle regioni viticole tedesche. Nel corso di una quindicina d'anni la superficie viticola si è ridotta di circa 400 ha e si prevede che entro il 2000 saranno abbandonati ancora 1500-2000 ha. La ragione principale di questo abbandono si può identificare nell'aumento dei costi di produzione. Le aziende sono principalmente a conduzione familiare. Negli ultimi anni si è verificato un aumento delle rese grazie alla selezione clonale e alla razionalizzazione delle operazioni colturali. Decisiva per la sopravvivenza della viticoltura sarà la redditività dell'attività.
  • La viticoltura Svizzera
    F. Murisier - Station Federale de Recherches de Changins - Svizzera
    La viticoltura svizzera interessa una superficie di 14.800 ha, di cui l'80% si trova nella Svizzera francese. Più del 50% di questi vigneti, dove i vitigni bianchi (la cui resa è di 92 hl/ha) equivalgono quelli rossi (resa 69 hl/ha), sono in forte pendenza. Le aziende esistenti sono circa 33.000, di cui la grande maggioranza di dimensioni molto ridotte; il 92% dei viticoltori sono part-time. La commercializzazione dei vini prodotti nel Paese avviene quasi esclusivamente all'interno del territorio nazionale, mentre il 60%dei vini consumati sono importati. La viticoltura elvetica si propone per l'avvenire di ridurre i costi di produzione e di ricercare la massima qualità personalizzando il prodotto.
  • Viticolture su terreni ripidi in Austria
    W. Wunderer - Istituto Superiore Federale e ufficio viticoltura Klosterneuburg - Austria
    La viticoltura austriaca interessa una superficie di 51.000 ha. Di questa circa 31.000 sono costituiti da vigneti di montagna e in forte pendenza. Le aziende esistenti sono 36.000, con una superficie media di 1,63 ha. Il part-time è piuttosto diffuso. La commercializzazione avviene soprattutto tramite vendita diretta nelle zone di produzione. Finora si è potuto conservare la viticoltura di montagna anche grazie a incentivi locali, ma il futuro è legato alla conservazione dell'apprezzamento del gusto fruttato tipico dei vini di montagna ed alla protezione ambientale.
  • La viticoltura della Valle d'Aosta
    G.Vola - Assessorato Agricoltura della Regione Valle d'Aosta - Italia
    La supeficie viticola della Valle d'Aosta si estende per circa 700 ha lungo tutta la vallata centrale per un'ottantina di chilometri da una quota di 350 m s.l.m. del punto più basso a 1200 m s.l.m. di quello più elevato. La maggior parte della produzione è destinata all'autoconsumo e solo la produzione di 200 ha viene commercializzata. In Valle d'Aosta esiste un unica DOC regionale "Valle d'Aosta" che prevede 20 sottodenominazioni. E' possibile affermare che i risultati ottenuti dalla viticoltura sono positivi per qualità del prodotto e pressi conseguiti, anche se ragioni di varia natura hanno causato ultimamente una diminuzione dei reimpianti. Si ritiene quindi che per il futuro sarà necessario anche attuare una politica di stimolo e di valorizzazione socio-ambientale dell'attività del viticoltore.
  • La viticoltura in Valtellina
    A. Baiocchi - Fondazione Fojanini Sondrio - Italia
    Attualmente in Valtellina la superficie coltivata a vigneto è pari a 2000 ha che si estendono per circa 40 km; di questi ettari, 1200 sono iscritti all'albo dei vigneti per la produzione di vini DOC "Valtellina" e "Valtellina Superiore". I viticoltori sono 3600 con una superficie media aziendale di 0,34 ha. Dei 70000 q.li di uva DOC prodotti annualmente una parte sempre più modesta serve per l'autoconsumo mentre la maggior parte viene venduta a 10 cantine private o conferita alla cantina sociale. Il vino ricavato è derivato da uve Nebbiolo: vino rosso da invecchiamento. Attraverso studi e ricerche è stato possibile ridurre le ore di lavoro e sono stati individuati modelli di bonifica e sistemazione fondiaria ottenuti mediante la risagomatura del profilo della superficie vitata. Per il futuro, l'attenzione e gli sforzi della viticoltura valtellinese saranno orientati all'innovazione tecnologica e all'accorpamento. 
  • La viticoltura nelle Cinque Terre
    S.Tronfi - Servizio Agroalimentare La Spezia - Italia
    Gli ettari a vigneto presenti nelle Cinque Terre sono 400 e si estendono lungo 18 km di costa tra il livello del mare e i 600 m di quota su piccole terrazze a picco sul mare. Solo poco più di 100 ha risultano iscritti all'albo DOC e moltissimi sono in via d'abbandono o già abbandonati da anni. Le difficoltà cui deve far fronte la viticoltura locale non sono però solo legate all'orografia del territorio ma anche all'altissimo grado di frammentazione della proprietà e alla presenza di un sistema di allevamento della vite alquanto razionale: la pergoletta bassa. Tutto ciò fa si che per lavorare un ettaro di vigna nelle Cinque Terre siano richieste mediamente 2250 ore lavorative annue. Per ovviare a questi numerosi e vari problemi sono state attuate selezioni clonali dei principali vitigni per consentire un miglioramento qualitativo del prodotto, oltre al miglioramento delle tecniche di coltivazione sono state introdotte innovazioni tecnologiche per il trasporto delle uve.
  • La viticoltura in Toscana
    G.Piscolla - DIpartimento Agricoltura Regione Toscana - Italia
    Benché la viticoltura toscana sia sostanzialmente collinare, esiste in alcune zone una viticoltura "difficile", che pur non essendo su quote altimetriche elevate si situa su pendii a giacitura elevata e dove quindi gran parte delle lavorazioni sono manuali. Questa zone, oggetto di una particolare tutela, è suddivisa in tre aree vitate produttrici di vini qualificati VQPRD: il Candia dei Colli Apuani, il Colli di Luni (proviancia di Massa Carrara) e l'Elba (Proviancia di Livorno). Nell'area del Candia, i cui principali vitigni sono il Vermentino bianco e nero e l'Albarola, le aziende sono una ventina per una superficie di circa 20ha ed una produzione di 900hl. La denominazione "Colli di Luni" è presente su un appendice toscana estremamente ridotta (essa si trova soprattutto sul versante ligure) e la produzione non supera i 130 hl. Nell'Elba i vigneti sono parte integrante delle bellezze dell'isola: essi si estendono su 184 ha per una produzione media di 3000 hl.
  • La viticoltura nell'Isola D'Ischia
    A. D'Ambra - Cantine D'Ambra - Italia
    La produzione vitivinicola dell'isola d'Ischia (45kmq e 50.000 residenti) ha subìto, dall'ultimo dopoguerra, autentici "tracolli" quantitativi, dovuti soprattutto allo sviluppo del comparto turistico che ha sollecitato l'agressione disordinata al territorio di cui era parte integrante la viticoltura. Dai 2747 ha del 1929 si è passati ai 1400 ha nel 1985 per arrivare all'attuale consistenza di 950 ha, di cui 600 ha sono rappresentativi di una viticoltura in forte pendenza. La ultramillenaria viticoltura di Ischia si sta "arroccando" sulla fascia pedemontana e montana dell'isola (400/700 m) lontano dai centri abitati. La proprietà viticola si è polverizzata ulteriormente (2.000 mq) ma è in atto un ritorno part-time dei giovani alla viticoltura (specie di quelli residenti nei Comuni situati a quote elevate) causa il successo che i vini d'Ischia mantengono sul mercato (grazie alle aziende trasformatrici private), e nonostante la completa assenza degli organi istituzionali (Regione, Provincia e Comuni).  
  • Convegno "I molteplici aspetti della viticoltura di montagna: ambientali, turistici,storici e socioeconomici.
  • Convegno "Specificità dei vini di montagna: loro ruolo nella salute dell'uomo"
  • Elenco vini premiati al "4° Concorso Internazionale Vini di Montagna"