09.05.2005

"Viticoltura di Montagna" - n. 15

Rivista n. 15
  • Editoriale
    Prof. Fernando Bianchi de Aguiar
  • François Stevenin nuovo Presidente del CERVIM
  • La nuova Legge Istitutiva del CERVIM - n.17 del 11.08.2004
  • Il nuovo Statuto del CERVIM
  • Viticoltura di montagna: relazioni OIV/CERVIM
    F. Castellucci - Direttore Generale OIV - Parigi
  • Il Premio Camgrande 2004 all'ex Presidente del CERVIM Gianni Odisio
  • Progetto CRAFT "Eagle Wines": un contributo comunitario allo sviluppo sostenibile dei vitigni autoctoni in aree di montagna
    Sara Colombera
    Il progetto CRAFT "Eagle Wines" si propone l'obiettivo di fornire un supporto tecnico alla viticoltura di montagna, consentendo soprattutto una corretta valutazione di vitigni autoctoni che necessitano di essere prioritariamente salvati dall'estinzione. Gli obiettivi di questo progetto sono la valutazione delle potenzialità agronomiche ed enologiche di alcuni vitigni locali, l'identificazione di strategie di marketing per il lancio di questi prodotti sul mercato e lo sviluppo della cooperazione e della sinergia tra piccole medie imprese (PMI). In questo progetto sono coinvolti anche alcuni centri di ricerca che offrono la loro assistenza a tutte le PMI interessate, contribuendo in tal modo alla crescita tecnico scientifica del loro personale coinvolto. Il CERVIM svolge in questo progetto un ruolo di coordinamento, monitoraggio, organizzazione e di tramite tra i partecipanti ed i funzionari UE.
  • Congresso Internazionale "Territorio, Paesaggio e Ambiente mediterranei nella viticoltura di montagna" - Banyuls sur Mer - 25 maggio 2002
  • La storia del "Terroir di Banyuls"
    R. Rull - Sindaco di Banyuls - Francia
    L'excursus storico sulla viticoltura del territorio del Cru Banyuls et Collioure ci riporta all'anno 1000 attraverso i primi documenti storici che la riguardano. La crisi di fine '800, dovuta agli attacchi di filossera, ha annientato i vigneti riportando in auge altri mestieri e creandone di nuovi. Questo territorio è reso eccezionale dagli scisti, intorno ai quali c'è la terra, e dal sole. Dietro la parola "terroir" ci sono uomini e donne che hanno costruito pietra a pietra i 600.000 muretti che lo caratterizzano. Il territorio di Banyuls non dovrà diventare un museo ma dovrà affrontare la lotta tra l'antico e il moderno, evolvendosi verso nuove forme di coltura, e incoraggiando, oltre che sostenendo, i giovani che decidano di coltivare la vigna.
  • "Terroir", paesaggio e ambiente: l'esempio di Banyuls
    P. Torres - Direttore della stazione di ricerca vitivinicola di Roussilon - Francia
    Attraverso la nozione di "terroir", termine che si trova all'origine della qualità e della tipicità dei vini DOC, si scoprono le caratteristiche del territorio di Banyuls. Il "terroir" può essere considerato come substrato, pedo-geologia e clima, come paesaggio (con i 600.000 muretti in pietra locale con un estensione di 6.000 km), e come ambiente, che non deve essere messo in pericolo dalle tecniche viticole. L'impatto dei vigneti a Banyuls ha effetto sia sull'ambiente (vigne taglia-fuoco), sia sui comportamenti sociologici della popolazione, che si possono ritrovare anche oltre il confine catalano. Infine, territorio, paesaggio ed ambiente formano un insieme indissolubile per l'espressione dei grandi vigneti. Questa tradizione deve essere trasmessa anche con azioni come la "vigna dei bambini" a Banyuls.
  • Il paesaggio, dimensione culturale delle DOC
    R. Renou - Presidente Nazionale delle DOC francesi - Francia
    La dimensione culturale delle DOC si esprime attaverso il paesaggio che racchiude gli elementi caratteristici di queste zone avendo come risultato un vino non riproducibile altrove. Sono dunque la storia, la pedologia, la geografia, il clima, le varietà coltivate e l'identità culturale delle persone che popolano queste zone, a far si che un prodotto agricolo di base come il vino possa esprimere una specificità organolettica che non dovrà mai essere abbandonata a favore della banalizzazione delle produzioni.
  • Paesaggi del vino: ecosistemi ambientali e identità culturali
    Prof.ssa M. Besio - Facoltà di architettura - Università di Genova - Italia
    Dalla lettura dei "paesaggi dei vini di montagna" si evince come in condizioni più difficili si siano formati ecosistemi rurali molto complessi ed equilibrati, ma anche molto delicati e fragili. I fattori ecologici dell'ambiente naturale sono stati influenzati da quelli dell'insediamento umano, in primis gli estesi sistemi di terrazzamento. La presenza dell'uomo e delle sue attività, esercitate con continuità nel passato, hanno mantenuto il sistema produttivo ed efficiente, ma oggi le necessità che avevano condizionato le trasformazioni e le manutenzioni di questi sistemi non esistono più. Nuove regole, finalizzate alla conservazione del paesaggio, dovrebbero garantirne le convenienze economiche. La sfida, oggi, è quella di conservare il paesaggio terrazzato della viticoltura di montagna.
  • Alto Douro viticolo, patrimonio mondiale
    J. Dias - Vice-coordinatore del progetto di candidatura a patrimonio mondiale - Portogallo
    L'Alto Douro viticolo, dove si producono vini eccezionali quali il "Porto" ed il "Douro", è candidato ad entrare nel patrimonio mondiale dell'UNESCO. Il paesaggio culturale di questa regione vitivinicola, che comprende 48.000 ha di vigneto, è vivo ed in evoluzione permanente grazie anche ai differenti metodi di impianto della vigna. Molti sono gli elementi culturali e paesaggistici che ne giustificano l'iscrizione a Patrimonio Mondiale, ma è il paesaggio viticolo, e gli elementi culturali che vi sono legati, ad essere preminente. Lo scopo di questa classificazione è il rilancio di tutta la Valle del Douro al fine di preservare questo patrimonio per le generazioni future.
  • Incontro Internazionale: "Viticoltura di montagna e/o in forte pendenza"
    Santiago de Compostela - 17 maggio 2003 - Spagna
  • La viticoltura in forte pendenza nella Mosella: tra meccanizzazione e tradizione.
    A. Simonis - DLR Mosel - Germania
    La viticoltura renana si estende su un territorio dove circa la metà dei terreni vitati giacciono su pendenze che spesso raggiungono il 100%, rendendo necessaria quasi sempre una sistemazione del suolo con terrazzamenti sostenuti da muretti a secco. Il numero di ore necessarie possono variare anche considerevolmente in base alle forme di allevamento adottate e la vendita del vino non è redditizia se non confezionato in bottiglia. L'UE sostiene questa viticoltura versando contributi per l'impianto di vigneti moderni con vitigni apprezzati sul mercato.
  • La viticoltura di montagna nel quadro dell'OCM vitivinicola
    M. Chiappone - Rappresentante della DG Agricoltura della Commissione Europea - Belgio
    L'analisi dell'OCM vino mette in evidenza come la viticoltura di montagna non sia menzionata. Esistono però altri strumenti utilizzabili come lo Sviluppo Rurale, o le misure orrizzontali quali quelle Agro-Ambientali, ed infine gli aiuti di stato autorizzati. Se si considera più importante la diversità tra le differenti zone viticole di montagna è più opportuno lasciare ai singoli Stati prendere in conto le varie situazioni particolari; se invece si considera più importante la differenza tra questa viticoltura e quella generale è più opportuno richiedere una misura comunitaria specifica. Prima di decidere un orientamento  è fondamentale però fare un inventario sulle superfici interessate alla viticoltura di montagna, delle sue caratteristiche e delle misure attualmente in applicazione per questa viticoltura.
  • L'intervista: l'azienda agricola l'Atouéyo di Aymavilles (Ao) - Italia
    a cura di Katia Berruquier - ufficio stampa del CERVIM
  • XI Concorso Internazionale Vini di Montagna
  • XII Concorso Internazionale Vini di Montagna
  • XIII Concorso Internazionale Vini di Montagna