05.07.1999

"Viticoltura di Montagna" - n.10

Rivista n. 10
SOMMARIO

  • Pendenza di moda in Cile
    M. Fregoni - Editoriale
  • Convegno:"Cinque Terre: paesaggio viticolo patrimonio dell'umanità per l'UNESCO"R. Durighello, ICOMOS (Consiglio Internazionale dei Monumenti e Siti), Parigi - Francia
    L'ICOMOS ha partecipato attivamente ai lavori dell'UNESCO per ottenere il riconoscimento del concetto di paesaggio culturale nell'ambito della Convezione. La definizione di paesaggio culturale permette di proteggere delle zone modificate dall'uomo ed indissociabili dalla sua storia e rafforza il nesso tra patrimonio culturale e naturale, in quanto "opera congiunta dell'uomo e della natura". 
  • Le prospettive della viticoltura eroica
    M. Fregoni, Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza - Italia
    La viticoltura di montagna e/o in forte pendenza continua a ridursi, a causa degli alti costi di produzione, per la mancanza di manodopera, per l'invecchiamento dei viticoltori, gli abbandoni, ecc. La salvaguardia di questa viticoltura "eroica" deve fare riferimento a diversi interventi di carattere innovativo per alleviare la fatica umana e di tipo legislativo per la protezione di un patrimonio culturale che va considerato "paesaggio dell'umanità". La valorizzazione dei prodotti tipici della montagna deve mirare ad identificare i caratteri chimici e sensoriali tipici dei vini di montagna, frutto di terroirs irripetibili e di vitigni autoctoni inesistenti nella viticoltura internazionale.
  • Il risanamento da virosi dei vitigni liguri: un contributo al mantenimento della viticoltura in aree a forte pendenza
    F. Mannini, CNR, Torino - Italia
    La viticoltura ligure sta conoscendo un forte trend positivo al quale corrisponde la necessità di impiantare nuovi vigneti e di sostituire quelli a fine del loro ciclo produttivo. E' indispensabile in questo momento poter disporre di materiale di moltiplicazione selezionato dei vitigni autoctoni per tali impianti che saranno la struttura portante della viticoltura ligure di domani. Ciò è tanto più vero in aree difficili da un punto di vista ambientale quali le Cinque Terre. Purtroppo la diffusione delle malattie virali con particolare riferimento a quelle causate da virus floematici è generalizzata nel vigneto ligure. Al fine di disporre di cloni selezionati sotto il profilo genetico, ma anche esenti da agenti virali nocivi, i cloni ritenuti interessanti per carattere agronimici ed enologici sono stati sottoposti a risanamento tramite coltura di meristemi. La tecnica, che consiste nel prelievo in condizioni di strilità di una porzione di apice e nel rigenerare da esso l'intera pianta tramite micropropagazione, ha consentito in questi ultimi anni di ottenere materiale clonale virus esente di tutte le cultivar autoctone della Liguria.
  • Caratterizzazione vitivinicola del territorio Cinque Terre
    L. Corino, Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Asti - Italia
    Il territorio Cinque Terre coltivato a vite racchiude una importante variabilità climatica che i vitigni attualmente coltivate non riescono sempre ad ottimizzare. E' stata realizzata un'analisi specifica dei metaboliti secondari delle uve Albarola, Bosco e Vermentino. Tra queste verietà esistono differenze nella sintesi dei metaboliti secondari. Dai tenori di polifenoli e di precursori d'aroma delle bucce si evince che un contatto del mosto con le parti solide può portare sensibile miglioramento del vino. Nel 1997 si sono esguite microvinificazioni separate di Albarola, Bosco e Vermentino provenienti da zone altimetriche differenti. E' probabile che in tale territorio sia possibile verificare anche altri vitigni allo scopo di valorizzare ancora di più l'ambiente stesso.
  • I problemi socioeconomici della viticoltura delle Cinque Terre
    J. Vallat, Politecnico Federale di Zurigo - Svizzera
    L'avvento di una politica molto liberale in Europa, con le relative conseguenze prevedibili, ovverosia l'abolizione delle misure di sostegno dell'attività agricola in generale e viticola in particolare, mette a repentaglio l'esistenza della viticoltura di montagna. Questa presa di coscienza ha indotto il Comitato Tecnico Scientifico del CERVIM ad intraprendere un'indagine socioeconomica presso 200 viticoltori di 8 regioni, fra le quali anche le Cinque Terre. L'indagine ha consentito di tracciare un quadro della situazione tipico del viticoltore di montagna: nelle Cinque Terre , in generale, egli è molto anziano, vive da solo o al massimo con un'altra persona; esercita la sua arte a tempo parziale, dividendo le sue attività principalmente con il settore secondario quelli che sono ancora attivi, mentre sono quasi per metà pensionati; l'azienda è di piccole dimensione: circa 3000 m2; un altro elemento interessante è il risultato economico per m2, il più alto  di tutte le regioni studiate; bisogna anche notare il ruolo fondamentale della Cooperativa viicola per la valorizzazione e commercializzazione di circa i 2/3 del raccolto. Dal punto di vista tecnico e da quello commerciale, i risultati sono relativamente positivi. Non bisogna tuttavia sottovalutare le difficoltà economiche e tecniche che i viticoltori di questa regione incontrano.
  • Quali interventi strutturali per le viticolture difficili. L'esempio della Liguria
    L. Fontana, S. Tronfi, Ispettorato Funzioni Agricole, La Spezia - Italia
    La viticoltura ligure strtturata su una suoerficie di circa 4863 ha ricadente per il 90% in zone collinari e montane ed il 75% di questi territori con pendenze spesso superiori al 35% è caratterizzata da notevoli problematiche di carattere strutturale e socioeconomiche. Infatti l'eccessivo frazionamento aziendale con polverizzazione della proprietà fondiari impedisce la costituzione di dimensioni aziendali economicamente vitali e dinamiche. I costi di produzione delle uve sono elevatissimi e molto spesso i ricavi non sono sufficienti a coprirne l'entità neppure considerando l'elevato valore qualitativo dei prodotti "di nicchia" in essi ottenuti. Tali viticolture diffcili si trovano peraltro in zone di notevole interesse ambientale, turistico e paesaggistico; basti pensare alla zona delle "Cinque Terre" riconosciuta dall'UNESCO quale patrimonio dell'umanità. Pertanto la perdita e l'abbandono di queste  aree vitate comporterebbero  conseguenze oltremodo negative relativamente al presidio territoriale, alla salvaguardia ambientale, alla valorizzazione del paesaggio nonchè all'incentivo ed al supporto turistico che queste garantiscono. Nasce pertanto l'inderogabile necessità di considerare tali viticolture non fini a se stesse, ma con un valore aggiunto ambientale inestimabile, e non solo nei canoni economici della "redditività".
  • Il COPA-COGECA di fronte alla riforma dell'OCM vino - la posizone delle organizzazioni professionali e cooperative europee.
    L. Mainetti, Vicepresidente del gruppo vino del COPA-COGECA
    Il comparto vitivinicolo, negli ultimi 10 anni ha subìto profonde trasformazioni, con una diminuzione delle superfici viticole e delle produzioni, diminuzione dei consumi nei paesi tradizionalmente consumatori e quasi un esplosione del consumo di vino in paesi che non ne erano tradizionalmente consumatori. E' quindi necessario, in una mutata situazione, avere nuove regole. Nel 1998 la Commissione ha formulato una nuova proposta. Sicuramente questa contiene aspetti positivi, ma non fornisce alcun sostegno a coloro che ottengano il vino unicamente nei vigneti e gli indispensabili sostegni alla viticoltura difficile, quali quelle di montagna o con forti pendenze.
  • Costa Viola come le Cinque Terre: paesaggio viticolo patrimonio dell'umanità
    G. Previtera, Assessorato Agricoltura Regione Calabria - Italia
    La Costa Viola è il tratto di costa tirrenica che si estende per circa 20 km a nord di Reggio Calabria, ove è praticata la viticoltura, a forte pendenza, sui millenari terrazzamenti che sovrastano Scilla e Bagnara. La Regione Calabria ha avviato un'azione di incentivazione per ristrutturare i vecchi vigneti terrazzati al fine di consentire la meccanizzazione delle operazioni colturali, migliorare la viabilità con il ripristino delle stradelle esistenti e l'installazione di alcuni impianti di monorotaia. Queste iniziative sono votate oltre che al miglioramento della qualità del vino anche e soprattutto alla difesa del paesaggio attraverso il rilancio della viticoltura e di conseguenza la salvaguardia delle infrastrutture civili in esso presenti. La Regione Calabria si accinge ad avviare le procedure affinché la Costa Viola, morfologicamente identica alle Cinque Terre, possa essere dichiarata Patrimonio Universale dell'Umanità dall'UNESCO.
  • Petizione all'Unione Europea delle Regioni caratterizzate da viticoltura di montagna e/o in forte pendenza