02.09.1991

"Viticoltura di Montagna" - n. 1

Rivista n. 1
SOMMARIO

  • La Viticoltura di Montagna tra tradizione e innovazione
    M. Fregoni - Editoriale 
  • CERVIM: primi passi lenti ma sicuri
    A. Lanièce - Assessore Agricoltura Regione Valle d'Aosta
  • Riunione annuale del CERVIM a Bellinzona (Ticino-Svizzera)
  • La viticoltura ticinese
    Ing. Agr. Luigi Colombi - Resp.le Volgarizzazione viticola nel Ticino
    Nel 1988 la Sezione Agricoltura del Dipartimento Economia Pubblica del Canton Ticino ha effettuato il censimento viticolo cantonale per aggiornare lo stato del patrimonio viticolo e analizzare la tendenza della viticoltura ticinese. La superficie viticola cantonale è di 1190 ha distribuiti su 176 comuni. Si assiste in generale ad una razionalizzazione ed intensificazione nell'impianto e nella gestione dei vigneti. Questo processo è di buon auspicio per il mantenimento di una viticoltura sana, solida e di ottima qualità. Si contano ca. 6200 viticoltori, per la maggior parte persone che praticano la viticoltura come pura attività accessoria.
    Il vitigno "principe" coltivato nel Canton Ticino è il Merlot, varietà di origine bordolese importato dalla Francia agli inizi del XX secolo a scopo sperimentale. Il Merlot ha trovato nel nostro Cantone le condizioni pedoclimatiche favorevoli per l'ottenimento di una produzione di alta qualità; oggi ricopre il 78,7% del patrimonio viticolo cantonale complessivo e la tendenza è ancora all'aumento. Questa varietà da origine ad un vino, il Merlot del Ticino particolarmente pregiato, molto apprezzato e valutato in tutta la Svizzera.
  • Ruolo della viticoltura nell'ambito dell'economia ticinese
    Ing. Daniele Ryser - Politecnico Federale di Zurigo
    L'evoluzione futura della viticoltura dovrà essere impostata nel mantenere e migliorare ulteriormente l'aspetto qualitativo. Pur essendoci ulteriori possibilità di migliorare le tecniche di produzione e quindi di diminuire i costi di produzione, ciò non sarà sufficiente a compensare una eventuale concorrenza esterna senza mantenere la tipicità del vino prodotto e senza un eventuale retribuzione per il ruolo paesaggistico esercitato. Lo sviluppo avuto finora impostato su alcune aziende viticole a tempo pieno attorniate da numerose aziende a tempo parziale ha dato buoni risultati e permette, accanto alla professionalità degli uni, il coinvolgimento di una buona parte della popolazione legata alle aziende degli altri.
  • Aspetti idrologici della ricostruzione dei vigneti in germania
    Dr. Rudolph Ries - Geisenheim (Germania)
    Nelle zone a carenza d'acqua si consiglia l'utilizzo di varietà con foglie piccole a causa del loro ridotto fabbisogno d'acqua. Dobbiamo sottolineare la necessità di traspirazione per mantenere una temperatura, alla foglia, ottimale per la fotosintesi. E' possibile sfogliare per poter arrivare ad una diminuzione della traspirazione, infatti sulla base dei risultati ottenuti da KOBLET solo le foglie più vicine al grappolo portano il loro prodotto di fotosintesi verso il grappolo, le altre foglie hanno un influenza apicale che non nuoce alla produzione e che svolge il ruolo di sostegno alla traspirazione o alla perdita d'acqua inutile. Per questa ragione la potatura verde, con 3 o 4 foglie sopra l'ultimo grappolo, è ancora molto diffusa lungo la Mosella e soprattutto là dove i terreni sono poveri in acqua. Non dimentichiamo che secondo i risultati ottenuti da SCHULTZ (1989) una foglia può timanere fisiologicamente giovane, cioè produttiv se non deve essere sottoposta ad una intensa produttività per alimentare un pozzo come il grappolo.
  • Lieviti, aromi e qualità dei vini
    Dr. Mario Castino - Istituto Sperimentale per l'Enologia - Asti
    Le qualità di tipicità e di finezza dei vini dipendono sia dal tipo di cultivar impiegata, dal microclima e dal terreno, sia dalle pratiche enologiche utilizzate nell'elaborazione del vino stesso. Fra questi ultimi fattori, molto discussa è l'importanza degli stipiti o dello stipite che conduce la fermentazione. E' indubbio che numerose sostanze volatili, che si originano nel corso della ferm,entazione e che si possono facilmente determinare per gas cromatografia, hanno un incidenza certa e notevole sulle caratteristiche sensoriali del vino ottenuto. In conclusione sembra che i prodotti volatili provenienti dalla fermentazione costituiscano un sottofondo, più o meno gradevole, comune a tutti i vini, ma anche la tipicità sia da far risalire alla cultivar ed alla sua interazione inimitabile col microclima e col terreno della zona interessata.
  • La zonazione dei vigneti in pendio: studio di una conoide di deiezione in Trentino
    A. Scienza, M. Falcetti - Istituto Agrario S. Michele all'Adige - Trento
    Il lavoro rappresenta la sintesi di un triennio di indagine avente per oggetto la zonazione dei vigneti del trentino. La ricerca è stata condotta in un ambiente collinare (coniode di deiezione) situato in un contesto orografico montagnoso. Facendo uso della Soil Taxonomy sono state classificate 3 serie di suoli differenti che hanno mostrato un comportamento peculiare nei confronti dello stato nutrizionale, produttivo e qualitativo interagendo, inoltre, notevolmente con la quota altimetrica. Diversa si è rivelata la reattività dei due vitigni osservati (Chardonnay e Muller Thurgau) ai suoli misurata in termini di precocità; parametro influenzato parecchio dall'altimetria. In particolare l'analisi sensoriale ha evidenziato differenze notevoli per quanto riguarda i profili descrittivi dei vini in funzione della quota altimetrica e della natura del suolo da cui sono stati ottenuti.   
  • Meccanizzazione della viticoltura di montagna: novità
    Ing. Giancarlo Spezie
  • Schede Ampelografiche di viigni