Accolte alcune posizioni del CERVIM ma ancora da definire l’enveloppe nazionale e le misure da destinare alla viticoltura di montagna
“La viticoltura e la filiera viticola giocano un ruolo economico essenziale in numerose Regioni d’Europa. Questo vale principalmente per le zone di montagna e in forte pendenza.
La filiera viticola crea posti di lavoro e valore aggiunto. Inoltre, i vigneti modellano il paesaggio e sono, quindi, un elemento essenziale per la cultura rurale, qualificandone l’attrattiva turistica.
L’importanza economica va ben oltre la semplice commercializzazione del vino. Non bisogna dimenticare, infine, l’importanza che questa viticoltura riveste nella difesa del territorio e dell’ambiente”.
Questa è in sintesi la posizione dell’AREV (Assemblea delle Regioni Viticole Europee) sulla riforma dell’OCM, riferita alle zone di montagna e votata all’unanimità il 21 aprile a Stoccarda nel corso della sessione plenaria.
Questa presa di posizione è in linea con il documento elaborato dal CERVIM nel mese di novembre 2006, trasmesso alla Commissione Europea.
Il giorno 4 luglio la Commissione europea presenterà, in tutte le Regioni, il documento ufficiale e definitivo sulla riforma dell’OCM vino.
Dalle prime informazioni trapelate in merito al testo definitivo della riforma dell’Organizzazione del mercato vitivinicolo comunitario, parrebbe emergere una volontà di escludere le viticolture di montagna e in forte pendenza dal piano di sostegno all’estirpo volontario, in linea con quanto finora richiesto dal CERVIM. Alquanto preoccupante parrebbe tuttavia essere la destinazione delle dotazioni nazionali, ideate con l’obiettivo di sostenere realtà specifiche e piani di promozione e comunicazione. Da quanto anticipato, la loro destinazione sarebbe in gran parte quella del sostegno delle crisi di mercato (distillazione), utilizzando per tali misure una parte significativa del budjet disponibile.
“Luci e ombre, quindi, dichiara François Stevenin, Presidente del CERVIM. Se, infatti, alcune posizioni del CERVIM verrebbero accolte, restano ancora da definire l’enveloppe nazionale e le misure da destinare alla viticoltura di montagna”.
Il CERVIM ha negli ultimi anni richiesto alla Commissione il riconoscimento esplicito della specificità delle viticolture di montagna e in forte pendenza, come zone ben delimitate geograficamente.
Il CERVIM ha richiesto che le misure di espianto fossero integrate in un piano territoriale pubblico, che minimizzi l’impatto negativo dell’abbandono delle parcelle in forte pendenza e in montagna e che la lista di misure inserite nelle dotazioni nazionali tenessero conto di:
a) una gestione locale più flessibile adatta alla multifunzionalità di queste viticolture e alla molteplicità degli interlocutori coinvolti;
b) dei criteri oggettivi di calcolo del contributo ad integrazione dei costi più elevati legati agli interventi di ristrutturazione/riconversione;
c) di riconoscere il ruolo della viticoltura di montagna e in forte pendenza nella gestione dell’ambiente e nella creazione del paesaggio e permettere che a livello locale la politica economica possa prendere in considerazione queste caratteristiche per definire gli aiuti finanziari regionali.
Ufficio Stampa CERVIM